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Prigioniero dei tuoi pensieri.

Così ti senti quando la tua anima è incatenata agli anelli dei ricordi,
ricordi che ti fanno vedere la vita attraverso sbarre che ti opprimono,
sbarre di una prigione pensata, giorno dopo giorno, tutti uguali.
Non trovi via d’uscita.
Angoscia profonda.
I colori non ti appartengono più.
La luce non filtra.
Vivi il buio del vuoto. Vivi solo il vuoto.
I tuoi pensieri rimbalzano sulle pareti della cella, ti martellano.
Prigioniero…
Ma ecco, inaspettato, un colore.
Prima tenue, quasi senza contorni.
Ecco, una luce.
La vedi dentro di te via via sempre più intensa.
Ecco. Ora distingui un colore, poi un altro e un altro ancora.
La luce ti aiuta a viverli tutti.
Con gioia vedi la luce e ti accorgi che viene da un punto su, in alto.
E vedi il colore di una stella.
Senti il calore di quella stella che ti illumina.
Rivivi finalmente l’azzurro infinito del tuo cielo
dove risplende la tua stella
e subito ti accorgi che quelle sbarre erano solo i fili di una ragnatela,
fragile ostacolo fra te e la tua vita.
Così riscopri i colori e ti senti libero.

Emanuele Bellinato,
12 novembre 2007

 

Emanuele Bellinato,
17 novembre 2007



Un’anima bianca, immortale,
accompagna il corpo sofferto
nel percorso della vita.
Su un filo di speranza
aiuta a superare
l’infinito mortale della vita.
Un filo esile che ti porta al domani.
Cammino di passi incerti, esitanti,
ma ognuno avanti l’altro.
Solo un filo
a unire il passato al futuro.
Solo un filo
per vivere il presente.
Su quel filo
solo l’equilibrio della conoscenza vissuta
che stringi tra le mani,
ti aiuta nel cammino,
infinito mortale dell’uomo.